Uguaglianza e inclusione a True Love Impact con i Papà per Scelta

“Siamo una coppia di papà, genitori di due bambini, Julian e Sebastian, e raccontiamo la nostra quotidianità sui social. Ci siamo conosciuti grazie allo sport, su un campo da beach volley, quando ci siamo trovati casualmente in coppia insieme ad un torneo e da lì è nato tutto. I valori che ci ha trasmesso lo sport cerchiamo di portarli anche nella nostra famiglia e trasmetterli ai nostri bimbi”. Hanno esordito così i @papàperscelta Carlo Tumino e Christian De Florio, protagonisti del panel sul Main Stage di TRUE LOVE IMPACT dal titolo “Carlo e Christian: Due cuori nella pallavolo. Come lo sport ci ha accompagnati in una vita di Papà per Scelta”. Il talk è stato moderato da Erica Ferrea, Francesca Zaccone e Athena Gallo di Libreriamo.

“Ai nostri figli diciamo che lo sport non è solo attività fisica: insegna valori utili nella vita, come accettare la sconfitta, rispettare i ruoli, gestire emozioni e prestazioni. – hanno affermato Carlo e ChristianÈ una palestra di vita per capire dinamiche e aspettative, ricordando che esiste anche il diritto di non essere un campione”.

In questo senso De Florio ha parlato anche della sua esperienza diretta “sul campo” “Sono anche allenatore di pallavolo. Da genitore credo serva una prospettiva chiara: lo sport è prima di tutto divertimento e passione, come lo è stato per me da adolescente. Gli sport di squadra favoriscono relazioni, amicizie e vita di gruppo, fondamentali per lo sviluppo dei ragazzi”.

Riguardo al tema dello stigma sull’orientamento sessuale nello sport, Tumino ha sottolineato che “esiste ancora, specie in ambiti maschili, per un retaggio legato alla performance e a modelli machisti. Nella mia esperienza, la pallavolo resta tra gli sport più inclusivi. Lo sport deve essere veicolo e megafono di inclusione, e eventi come TRUE LOVE IMPACT vanno in questa direzione”. In merito a ciò De Florio ha poi aggiunto che “In ambito femminile il tema è più sdoganato. Al di là dello sport di alto livello, formazione ed educazione devono partire fin da piccoli e in tutte le realtà, per evitare episodi sgradevoli e promuovere l’inclusione, abbattendo da subito tutte le barriere”

Il focus si è poi spostato sull’esposizione social e sulla gestione di questo aspetto: ”La nostra esposizione sui social ci ha portato una community che ci sostiene e ci supporta, con pochi commenti negativi. Sappiamo com’è il mondo là fuori, spesso difficile, ma nella vita reale abbiamo sempre trovato accoglienza e persone aperte al dialogo. I social sono una finestra per raccontarci – hanno proseguito i due content creator – non siamo migliori né peggiori degli altri, ma una famiglia come tante, con le stesse dinamiche quotidiane. Il feedback più positivo è di chi si riconosce nelle nostre routine. Ci emozionano i messaggi di genitori di ragazzi queer che trovano in noi speranza. Siamo consapevoli di essere privilegiati: essere una famiglia omogenitoriale in Italia resta un percorso complesso”.

Sulla questione del Pride, De Florio ha voluto ricordare che “nasce come momento di rivendicazione per chi ha vissuto il trauma della paura di essere sé stesso e oggi reclama libertà e rispetto. Quello che alcuni possono percepire come eccesso vuole essere in realtà un’affermazione della libertà e del controllo del proprio corpo”. In seguito Tumino ha osservato che “essere alleati della comunità gay non significa però solo salire su un carro, ma vuol dire agire ogni giorno. La libertà si costruisce ogni giorno attraverso gesti concreti e rispetto reciproco”.

Il panel si è concluso con uno sguardo al passato: “Cosa direi al me ragazzino se potessi tornare indietro? Sicuramente di non avere paura, e che ciò che oggi lo spaventa domani lo farà felice” ha affermato De Florio, mentre Tumino gli suggerirebbe di “non chiedere mai agli altri il permesso di essere felice; arriverà un giorno in cui si renderà conto di essere esattamente dove avrebbe voluto e sorriderà”.